Tutti i vantaggi da richiedere al notaio per ridurre le spese di successione fino a 2.000 euro

Quando si riceve un’eredità, spesso si apre un mondo di procedure che vanno ben oltre l’emozione del momento. C’è un aspetto che, spesso, si sottovaluta: gli oneri economici. Le spese legate al passaggio successorio possono crescere rapidamente, specie se non si fa attenzione alle tasse notarili e alle imposte ipotecarie; queste ultime insieme superano facilmente il 4% del valore complessivo del patrimonio ereditato. Un dettaglio da non trascurare: ritardi o piccole imprecisioni nella documentazione possono portare a costi aggiuntivi – a volte di diverse migliaia di euro. Negli ultimi tempi, l’aumento delle tariffe notarili e delle imposte ha acceso un dibattito su come limitare questi esborsi, suggerendo che conviene sempre anticipare i tempi, affidandosi a un professionista esperto, come un notaio.

Composizione delle spese di successione e oneri aggiuntivi

La sorpresa più frequente per chi eredita arriva proprio quando si inizia la pratica successoria. Non si tratta soltanto della tassa di successione imposta dallo Stato, ma di tante altre spese accessorie che spesso restano nell’ombra. Tra queste, troviamo i compensi per il notaio, tributi fissi, marche da bollo e diritti catastali, voci che inizialmente possono passare inosservate. Il costo finale varia molto in base al tipo e al valore del patrimonio: per esempio, l’imposta ipotecaria e catastale si aggira solitamente tra 200 e 400 euro, mentre la tassa di successione può andare dal 4% all’8%, dipendendo dal grado di parentela con il defunto. Il compenso del notaio per la dichiarazione può salire fino ai 2.500 euro, a cui si aggiungono diritti e spese per le visure catastali – in media tra i 100 e i 300 euro. Nel caso di patrimoni più articolati – ad esempio con comproprietà o beni all’estero – le procedure si complicano e i costi lievitano senza troppi sconti.

Tutti i vantaggi da richiedere al notaio per ridurre le spese di successione fino a 2.000 euro
Tutti i vantaggi da richiedere al notaio per ridurre le spese di successione fino a 2.000 euro – ifioridizucca.it

Un aspetto spesso trascurato riguarda le scadenze amministrative. Per legge, la dichiarazione di successione va presentata entro dodici mesi dal decesso. Se si sfora questo limite, le sanzioni possono arrivare anche al 30% sull’imposta dovuta, più gli interessi di mora, calcolati giorno per giorno. La tattica migliore? Muoversi subito: chi si fa avanti entro i primi tre mesi riesce, a volte, a tenere le spese totali sotto i 1.800 euro. Altro dettaglio da non sottovalutare è verificare fin dall’inizio, con il notaio, l’esistenza di titoli catastali aggiornati, testamenti, deleghe bancarie e simili, così da evitare errori o doppioni spesso causa di costi imprevisti.

Come richiedere preventivi chiari e gestire i costi con il notaio

Un preventivo dettagliato e scritto non è una formalità senza senso: è un diritto garantito dalle regole sulla trasparenza dei costi professionali. Eppure meno della metà degli eredi ci pensa, affidando l’incarico senza abbastanza informazioni e rischiando poi sorprese economiche. Meglio ottenere un documento che separi nitidamente l’onorario netto del notaio dalle imposte versate per conto dello Stato. Va chiesto anche un elenco completo delle spese fisse obbligatorie, tipo quelle per visure, registrazioni e volture catastali. L’Ordine dei Notai suggerisce di consultare almeno due preventivi nella propria zona, perché, anche per patrimoni simili, il prezzo può variare oltre il 20%.

Un’alternativa poco conosciuta riguarda le eredità con patrimoni sotto i 100.000 euro senza immobili. In questi casi, si può presentare una dichiarazione semplificata direttamente all’Agenzia delle Entrate senza notaio, usando i moduli telematici con SPID o tramite un intermediario. Il risparmio? Tra 800 e 1.500 euro rispetto alla strada ordinaria, non male, no? Però – attenzione – la presenza di conti cointestati o quote immobiliari esclude questa opzione, imponendo comunque l’intervento notarile. Chi salta questa verifica rischia errori nella dichiarazione semplificata e le relative spese aggiuntive.

Prevenire errori e pianificare la successione in modo efficace

La mossa vincente per abbattere i costi resta la pianificazione anticipata. Uno dei primi passi è incontrare il notaio per controllare che i titoli di proprietà siano in regola, valutare eventuali donazioni fatte in passato e capire quali agevolazioni fiscali si possono ancora applicare – tipo quelle per la prima casa o per i terreni agricoli. Negli ultimi anni molti studi hanno dimostrato che fare un’analisi approfondita del patrimonio prima dell’apertura della successione può far calare le spese anche del 15%. Si evitano atti incompleti o sbagliati che, senza correzioni tempestive, pesano sul conto finale.

Da qualche tempo, poi, si vede un aumento di tentativi “fai da te”, usando il portale telematico dell’Agenzia delle Entrate. Certo, compilare la dichiarazione autonomamente si può, ma non sono rari gli errori formali: omissioni di codici catastali o indicazioni sbagliate sulle quote. Nel primo semestre dell’anno, circa il 18% delle autodichiarazioni è stato respinto proprio per irregolarità, con conseguente bisogno di nuove marche da bollo e tempi più lunghi – più lunghi rispetto a una gestione notarile condotta bene.

Infine, le differenze geografiche pesano non poco. Dalle parti di Milano, per una successione ordinaria si spendono in media oltre 1.900 euro, mentre in città del Sud come Palermo la cifra scende intorno ai 1.200 euro. A pesare non sono soltanto il costo della vita, ma anche la complessità degli archivi e il carico di lavoro degli uffici locali. Ecco perché avere una valutazione scritta dettagliata da un notaio, completa di analisi patrimoniale preliminare, può fare risparmiare fino a 2.000 euro rispetto a chi si muove all’ultimo momento. Chi vive in grandi città sa bene come la gestione degli immobili possa rallentare le pratiche e far aumentare di molto i costi.