Durante il periodo natalizio, le vie delle città e i borghi abruzzesi si animano con una serie di eventi e mercatini dove la tradizione si mescola alla vita comunitaria. Luci vivaci, odori di dolci fatti in casa e il crepitio della legna nei camini fanno da cornice a paesaggi resi più caldi da decorazioni e momenti di incontro, richiamando visitatori da ogni angolo d’Italia. L’atmosfera che si respira nelle piazze, tra stand che propongono prodotti locali e laboratori pensati per i bambini, racconta una versione concreta e autentica del Natale abruzzese: una fusione tra natura, cultura e artigianato.
I mercatini di Natale nelle città principali e in montagna
Nel cuore di Pescara, quando arriva il Natale, è un vero spettacolo: Piazza Sacro Cuore accoglie più di venti espositori con dolci tipici e specialità locali abruzzesi. Tra un angolo e l’altro, si trova il classico trono di Babbo Natale, mentre elfi scanzonati divertono i più piccoli con storie e giochi. Un dettaglio che non passa inosservato è la vecchia cassetta per spedire le lettere a Santa Claus, simbolo tangibile della magia natalizia. Le luminarie artistiche – con cervi stilizzati – decorano il luogo, e poco distante c’è una pista di pattinaggio su ghiaccio in Piazza della Repubblica, ritrovo preferito di famiglie e giovani. La colonna sonora? Musica diffusa ovunque, con concerti e DJ set dove ci si lascia trasportare dall’atmosfera.

Verso la montagna, Roccaraso spalanca una porta su un mondo innevato, dove tradizioni locali si fanno sentire forti. Il centro storico diventa il palco di mercatini che durano da fine novembre fino all’Epifania, con artigianato e prelibatezze come i canestrelli e il vin brulé. Ecco che il freddo pungente lascia spazio a pietanze calde, ideali dopo lunghe giornate sulle piste da sci. Anche in orario serale, tra luci soffuse e casette di legno decorate, l’invito a gironzolare per i vicoli è irresistibile, una piacevole scoperta della cultura locale immersa nella natura.
Eventi e mercatini nei borghi minori tra tradizione e innovazione
Nei piccoli centri abruzzesi, il Natale si vive con iniziative pensate per coinvolgere tutti. Basta guardare a Caramanico Terme, dove il centro storico si accende di luci e spettacoli adatti a grandi e piccoli. I bambini possono divertirsi con la tombola e animatori vestiti da elfi pronti a strappare sorrisi. Accanto al folklore, si intravede un tocco di novità: una fattoria didattica e una pista di pattinaggio su ghiaccio che aggiungono freschezza ma senza perdere il legame con le radici. Notevole è la “Via dei Presepi”, un itinerario diffuso nel borgo con scene della natività artigianali, illuminate in modo che ogni dettaglio venga valorizzato.
A Campo di Giove, il mercatino si inserisce in un contesto davvero singolare: il viaggio sulla Transiberiana d’Italia – un treno che percorre paesaggi montani dai panorami spettacolari. Qui, l’artigianato locale mostra il meglio: dalla ceramica agli oggetti decorativi, passando per prodotti gastronomici tipici. La neve abbondante accentua un’atmosfera quasi fiabesca, dove tra uno stand e l’altro si intrecciano storie e tradizioni, dimostrando come folklore e turismo possano convivere in modo originale e genuino.
Prendiamo il borgo di Cugnoli: la tradizione si fa viva nel vero senso della parola con il Presepe Vivente. Il percorso tra scene sacre e botteghe con musica dal vivo trasporta direttamente alle radici religiose e sociali della zona. Poco distante, nel centro di Penne, si tiene il Borgo di Babbo Natale, un evento che supera la semplice esposizione: con letture, musica e spazi per la creatività artigiana. L’attenzione ai bambini e alle famiglie qui è un dettaglio che non passa inosservato, rendendo la festa un mix di passato e presente.
La città de L’Aquila si presenta alle feste con mercatini in Piazza Duomo, dove artigianato e specialità enogastronomiche si raccontano insieme. Farro, zafferano e lenticchie tipiche convivono con ceramiche e oggetti in legno e rame, testimoni di un patrimonio produttivo ben radicato. Qui la festa non è solo svago: si costruisce una narrazione identitaria che recupera la memoria culturale in forma contemporanea. Il confronto culturale trova spazio, coinvolgendo platee eterogenee e offrendo momenti di approfondimento interessanti.
Chiudiamo con Sant’Omero, dove la piazza centrale si trasforma in un vero e proprio Villaggio di Babbo Natale, arricchito da pista di pattinaggio e la tradizionale casa di Santa Claus. La Pro Loco anima il luogo per tutta la durata delle feste, con eventi dedicati a tutte le età. Qui, più che altrove, emerge la funzione sociale del Natale nei piccoli centri: un’occasione per rinsaldare il senso di comunità e rinnovare legami antichi. Chi frequenta questi appuntamenti capisce subito che la festa è anche—e soprattutto—una spinta per tenere viva la vita sociale, non solo un ricordo del passato.