Nel cuore delle montagne imponenti dell’Alta Valtellina si apre uno scenario segnato dal clima e dall’altitudine: Trepalle, frazione di Livigno sopra i 2000 metri, si distingue come il centro abitato più alto d’Italia e tra i più elevati d’Europa. Un ambiente così estremo, con quote spesso oltre i 2200 metri, incornicia paesaggi naturali intensi e quasi selvaggi. Ecco allora che, messa a confronto, Trepalle si classifica subito dietro Juf, il paesino svizzero che domina l’Europa per altitudine.
Stranamente, con i suoi circa 700 abitanti, Trepalle sorge proprio tra i passi alpini del Foscagno e dell’Eira, poco sopra i 2060 metri sul livello del mare, nella provincia di Sondrio. La vicinanza a Livigno – raggiungibile in meno di un quarto d’ora – fa sì che questo borgo mescoli due anime: la solitudine della montagna autentica e la comodità di servizi più ampi. Basta respirare l’aria di qui per capire come tradizione e modernità convivano bene, in un equilibrio che tiene viva la quotidianità montana e, al tempo stesso, valorizza turismo e sport in ogni stagione.
La quota che racconta una storia di isolamento e paesaggi
Trepalle si identifica soprattutto per la sua altitudine estrema, un primato italiano imbattuto. Nel centro del paese si trova la chiesa di Sant’Anna, a 2069 metri, il che la rende la parrocchia più alta d’Europa. Dentro, si conservano elementi in legno risalenti ai secoli XVII e XVIII, un dettaglio non da poco che lega il territorio a una storia profonda e duratura. L’abitato, sparpagliato, conta edifici sopra i 2000 metri – soprattutto verso il Passo d’Eira –, da dove partono innumerevoli escursioni e attività di montagna.
Per chi viene dai centri urbani è difficile immaginare il clima estremamente rigido che caratterizza questo luogo. Le temperature invernali possono scendere fino a −40 °C. Un vero shock, soprattutto per chi è abituato al clima temperato. Neve abbondante, che si accumula da novembre a maggio, rende gli inverni lunghi e spesso severi. L’estate è breve e fresca: niente più di 20 °C anche in luglio e agosto, con escursioni termiche molto marcate durante il giorno. E qui, ogni dettaglio della vita quotidiana – dalle case al lavoro – si adatta a queste condizioni così particolari.

Vita, cultura e sport tra tradizione e innovazione
Non si può parlare di Trepalle senza ricordare come negli ultimi decenni il legame con Livigno si sia fatto sempre più solido. Fino agli anni ’50 e ’60, prima dell’apertura invernale del passo del Foscagno e della galleria Munt la Schera, l’isolamento faceva parte della quotidianità. L’economia del posto si basava soprattutto sull’agricoltura di montagna; allevamento e latticini avevano un ruolo centrale. Oggi il Museo di Livigno e Trepalle conserva queste memorie – con laboratori sul cibo tradizionale, artigianato e natura –, mantenendo vive le radici culturali di queste valli.
Sport e natura sono un asterisco nella vita locale. La ski area Mottolino, nata proprio a Trepalle, vanta 27 piste e diversi impianti di risalita, tra cui la famosa pista Mottolino. Attira sciatori e snowboarder da ogni dove, anche per via dei riconoscimenti internazionali ottenuti negli anni. Nel Nord Italia si prepara, infatti, a ospitare importanti gare durante le prossime Olimpiadi Invernali. Ma non solo sci: ciaspolate, motoslitte e escursioni invernali arricchiscono l’offerta, permettono di godersi la natura alpina con rispetto. In estate, trekking di vario livello – come quello verso il Crap de la Paré – e attività sul lago di Livigno animano il territorio, offrendo un raro equilibrio tra altitudine e natura intatta.
Chi ama la bicicletta trova sfide ai passi d’Eira e Foscagno: salite dure, discese veloci, panorami in continua trasformazione. L’accoglienza turistica, divisa tra strutture moderne e ristorazione tipica, assicura esperienza e calore alpino. Insomma, a Trepalle non si viene solo per lo sport: si entra in un’atmosfera vera, oggi riscoperta da sempre più italiani, attratti dal mix di natura, storia e vita all’aria aperta.